DOMENICA 8 NOVEMBRE 2020

07.11.2020

Nella tradizione cristiana la prima domenica di Avvento apre un nuovo ciclo, il nuovo anno liturgico. 

L'idea che il tempo non sia che un insieme di cicli, che si aprono e si chiudono, per poi riaprirsi ancora, è già profondamente spirituale e ci dice che nulla nasce o muore veramente e definitivamente, o meglio che nascita e morte fanno parte, come momenti inscindibili, di un medesimo ciclo, in cui ogni cosa si trasforma incessantemente. Nella tradizione cristiana il nuovo ciclo del tempo si apre nel segno dell'attesa. Avvento vuol dire prepararsi, nell'attesa, a qualcosa di nuovo che sta per accadere e che presto avverrà. Ma l'attesa è anche decisione e impegno a rimanere svegli. Questo è il tempo per decidere, per rialzarci e rimetterci in movimento. La decisione di metterci o rimetterci in cammino costituisce tutta l'essenza della vita spirituale.


Vieni di notte, 

ma nel nostro cuore 

è sempre notte: 

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio, 

noi non sappiamo più 

cosa dirci: 

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in solitudine, 

ma ognuno di noi 

è sempre più solo:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni, figlio della pace, 

noi ignoriamo

cosa sia la pace: 

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a liberarci,

noi siamo 

sempre più schiavi: 

e dunque vieni sempre, Signore.


David Maria Turoldo


Il tempo cristiano dell'Avvento è un invito a coltivare ciò che ci rende pienamente umani: il desiderio; un invito a non rinunciare ai nostri sogni, qualsiasi essi siano. Nella tradizione cristiana il desiderio per eccellenza si concretizza nell'attesa della venuta del Cristo: questo è il tempo, infatti, che prepara al Natale, alla nascita del Cristo, dell'Emmanuele - il Dio-con-noi. Ma l'attesa del Cristo, da un punto di vista più universale e simbolico, è desiderio di una umanità più piena. Noi tutti non siamo ancora pienamente umani. Ma possiamo diventarlo. Cristo - così come il Buddha nella tradizione orientale - sono modelli di una umanità riuscita e compiuta. Questo il senso profondamente spirituale del mistero dell'incarnazione: non solo memoria della nascita di Gesù di Nazareth, ma invito fatto a ciascuno di noi affinché tutti possiamo rinascere come Cristi, nella nostra più bella e più adulta umanità.


Massimo Diana

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