LA STANZA DEGLI ABBRACCI
ATTUALITÀ

La pandemia ha evidenziato quanto il genere umano abbia bisogno di affetto: un ospedale di Castelfranco Veneto è riuscito a creare una stanza degli abbracci dove i pazienti covid possono riabbracciare i loro congiunti. Con risultati sorprendenti.
In questo delicato tempo risulta riduttivo evidenziare la paura e l'ansia pervasiva come uniche conseguenze della pandemia. Sono sicuramente emozioni predominanti, ma non sono le uniche. L'attuale crisi mondiale della sanità è aggravata da un'ulteriore straziante dramma, di cui forse si parla meno, che interagisce con la nostra sfera emozionale e affettiva e che vede protagoniste le fasce più fragili e vulnerabili della popolazione, gli ospiti delle RSA. L'isolamento imposto per prevenire la diffusione dei contagi non consente ai pazienti delle case di riposo, con e senza Covid, di incontrare i propri cari, e tale solitudine li trascina spesso in un'angosciosa depressione.
Un fenomeno da non sottovalutare, data la precarietà delle loro condizioni e la frequente presenza di patologie degenerative come l'Alzheimer o la demenza che spesso non aiutano a mantenere la mente lucida e il ricordo vivo delle persone che si amano. Molti anziani, infatti, non riescono a razionalizzare i motivi della totale assenza dei propri cari, e vivono nel loro intimo un doloroso senso di abbandono, che porta a sentimenti come rabbia, dolore, impotenza, inutilità alla vita.
La privazione improvvisa di affetto e gesti di tenerezza, che costituiscono l'unico fondamentale nutrimento a sostentare i cuori di chi si ritrova in queste strutture, diventa un tema imprescindibile cui far fronte per restituire agli anziani il benessere emotivo e psicologico, quanto mai fondamentale. Così nasce nell'RSA Domenico Sartor di Castelfranco Veneto la prima "stanza degli abbracci", un sistema ideato per consentire ai parenti di abbracciare i proprio cari in totale sicurezza. Schermati da una particolare membrana plastificata dotata di maniche, gli ospiti della casa di riposo possono ora riabbracciare figli, nipoti e parenti nel rispetto delle norme di protezione e senza rischi di contagio. Questa nuova modalità di incontro consente finalmente il contatto fisico e visivo che per mesi era stato sottratto alle famiglie e, in particolare ai più anziani, di ricevere una carezza, uno sguardo amorevole, un abbraccio che sollevi dallo sconforto e dal senso di abbandono.
La stanza degli abbracci rappresenta un primo e fondamentale passo in avanti nei diritti dei più bisognosi, per ricordarci che nessuno, in questa crisi, deve essere lasciato solo o penalizzato per la propria condizione. Un modello che è già stato indicato in altre residenze sanitarie, ad esempio a Genova e La Spezia, come soluzione da imitare visti i sorprendenti risultati che ha apportato.
Maria Sole Santi
