MARTEDI 13 APRILE 2021

Ramadan In questo mese i musulmani praticano il digiuno, appunto detto digiuno del mese di Ramadan, che rappresenta il quarto dei cosiddetti cinque pilastri dell'Islam (Arkān al-Islām), e si conclude con l'inizio del successivo mese islamico di Shawwāl, (anch'esso determinato tradizionalmente tramite l'avvistamento della crescenza della nuova luna), nel quale si celebra la festa della rottura del digiuno, chiamata Eīd al-Fitr.È l'unico mese citato nominalmente nel Corano. Il mese di Ramadan è il nono del calendario islamico, reso doppiamente sacro dall'Islam per il fatto che è: «Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza» (Sura II, 185). Il Corano stabilisce l'obbligo del digiuno: «O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio»
(Sura II, 183)
Il mese di Ramadan è un mese di purificazione, ricco di grazie, durante il quale, in una delle sue ultime notti dispari, detta Lailat-al-Qadr (Notte del destino), le porte del cielo sono più dischiuse. La pratica ascetica del digiuno è presente ovunque: è una disciplina che aiuta l'individuo a crescere, a costruire e a rafforzare il carattere, ad imparare a gestire le passioni. Ma nell'Islam viene sottolineato anche l'impatto sociale di una simile pratica: il digiuno ha un enorme impatto sulla società perché tutti i mussulmani, quale che sia la loro condizione, devono rispettare il digiuno durante lo stesso mese. Ciò mette in evidenza il fatto che tutti gli uomini sono uguali e crea in loro un sentimento ancor più profondo di solidarietà e di fratellanza. Al di là di tante parole e di tanti proclami, il mese di digiuno, che rende tutti uguali di fronte a Dio, è una formidabile lezione che ci può aiutare a percepire tutte le disuguaglianze e le diversità tra uomini e culture come non essenziali e determinanti. Ma più fondamentale ancora è la valenza esistenziale della pratica del digiuno: essa servirebbe a poco se non ci rammentasse quello che per i mussulmani è l'insegnamento fondamentale e più importante, e cioè la fede nell'unicità di Allah (tauhìd) che è espressa nella Kàlima originaria dell'Islam: «là ilàha illallàh» (non c'è divinità fuorché Allah). In questa prospettiva, la rinuncia del cibo che possiamo fare per un giorno anche noi, in comunione con le nostre sorelle e i nostri fratelli mussulmani, non ha altro scopo che quello di riportare il nostro cuore e la nostra mente all'assoluta centralità e unicità di quell'Assoluto la cui esistenza è proprio ciò che ci consente di abbracciare fino in fondo la nostra umanità, nel suo limite e nella sua precarietà strutturale. Con spirito di gratitudine e nella disponibilità al dono e al servizio. In questa giornata, le letture e i commenti spirituali sono costituiti da testi vari, tratti dalla tradizione islamica, con lo scopo di aiutarci a comprendere più a fondo il significato spirituale di questo mese speciale.

«Credenti! Vi è stato prescritto il digiuno come è stato prescritto a coloro che son venuti prima di voi e può esser che siate timorati per giorni contati e chi di voi sia malato, o sia in viaggio, lo faccia per un numero corrispondente di altri giorni e per coloro che potevano farlo c'è un riscatto: il nutrimento di un povero; e chi fa di sua scelta di meglio, ciò è meglio per lui: che digiuniate è meglio per voi se sapeste! È il mese di Ramadan nel quale fu fatto scendere il Corano a guida per gli uomini e chiare evidenze della Guida e discriminante definitiva; chi di voi attesti direttamente il mese vi digiuni e per chi sia malato o in viaggio, vi sia un numero corrispondente di altri giorni. Iddio vuole per voi quel che vi è facile, non vuole per voi quel che vi è duro, e ne completiate il numero e magnifichiate Iddio per avervi dato la Guida, e può darsi siate riconoscenti». L'Inviato di Dio disse: «Quando arriva il Ramadan vengono aperte le porte del Paradiso, e chiuse quelle del Fuoco, e i demoni vengono legati». L'Inviato di Dio disse: «Iddio Potente e Glorioso ha detto: "Ogni azione del figlio di Adamo gli appartiene, eccetto il digiuno, che appartiene a Me, e Io ne dò ricompensa; il digiuno è un'armatura, e quando sia giorno di digiuno per uno di voi, non nutra propositi osceni né vociferi, e se qualcuno lo ingiuria o lo combatte, dica: 'Sto digiunando'; e per Colui nella Cui Mano è l'anima di Muhammad, l'alito cattivo che promana dalla bocca di colui che sta digiunando è migliore davanti a Dio del profumo del muschio. Chi digiuna ha due motivi di cui rallegrarsi: si rallegra quando lo rompe, e si rallegrerà del digiuno fatto quando incontrerà il suo Signore». L'Inviato di Dio disse: «Non vi è servo che digiuni un giorno sulla via di Dio, senza che per quel giorno Iddio gli tenga lontano il volto dal Fuoco per settanta annate».

In ogni istante tu muori e risorgi: «Il mondo non è che un istante», ha detto il Profeta. Il pensiero è freccia inviata da Lui: come potrebbe rimaner ferma nell'aria? A Lui ritorna.In ogni istante il mondo è nuovo, ignoriamo la sua continua trasfigurazione. Una vita nuova vi discende senza posa, anche se nel fisico come continuità la sperimentiamo.La sua rapidità la fa apparire ininterrotta, come il tizzone acceso che fai girare velocemente. Il tempo e la durata sono apparenze, la mano divina li produce.Come torcia accesa fatta volteggiare con maestria, crea l'apparenza di una lunga orbita di fuoco.
(Rūmi)

Il digiuno di Ramadan dura dalle prime luci dell'alba fino al tramonto; in genere va fatto precedere da un pasto leggero poco prima dell'aurora, detto suhur, per poter affrontare la giornata. Consiste non soltanto nell'astensione da ogni cibo e bevanda, ma anche da qualsiasi contatto sessuale e da ogni altro cattivo pensiero o azione, durante l'intera giornata fino al tramonto. Non bisogna litigare, né mentire né calunniare. Nella prova del digiuno l'uomo impara a tenere sotto controllo i suoi desideri fisici e supera la sua natura umana. Il digiuno, come la salàt, non è valido se non è preceduto dalla niyyah (intenzione). Dopo la pronuncia della niyyah, si incomincia a digiunare quando incomincia ad albeggiare (aurora). Il tramonto del sole pone fine al digiuno e l'astinenza viene interrotta mangiando dei datteri o bevendo dell'acqua, come vuole la Sunnah del Profeta. L'interruzione, iftar, per tradizione viene preceduta da una breve preghiera. Dopo la preghiera rituale della sera si usa fare una speciale preghiera notturna piuttosto lunga detta Tarawih. Il Ramadan è un mese di carità, durante il quale il credente deve dividere i suoi beni con coloro che ne hanno bisogno. La rottura involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purché si riprenda subito dopo aver preso coscienza di tale rottura. In caso di interruzione consapevole, bisogna rimediare con l'offerta di un pasto a sessanta musulmani bisognosi, oppure dare l'equivalente in denaro; diversamente bisogna digiunare per sessanta giorni
(dal sito internet https://www.sufi.it/Islam/)
a cura di Massimo Diana
