MARTEDI 22 DICEMBRE 2020

Per rendere i suoi insegnamenti più comprensibili agli esseri umani / Dio piantò due alberi nel Giardino di Eden. / Il Primo era l'albero della Vita e dell'Unità, / della Pienezza, dell'Integrità ed Eternità. / La sua natura era di estendere la vita (...) / Il Secondo albero era l'albero della Divisione e della Morte Interiore, / l'albero della conoscenza del bene e del male, / l'albero della dualità, / l'albero del vuoto, della frammentazione e del tempo psicologico. / La sua natura era diventare altro da ciò che era (...) / Alla fine Dio disse ad Adamo ed Eva: / "Ricordatevi che questi due alberi non sono fuori di voi. / Loro sono dentro voi. / Sono due aspetti di voi stessi. / Quello che state vedendo come se fosse fuori è in realtà dentro di voi"
(John Martin Sahajananda, A new song of creation).
Dio sa bene che non c'è come porre un divieto per suscitare anche il desiderio di trasgredirlo. Forse Dio si aspetta proprio questo. Vuole, desidera, che l'uomo trasgredisca, affinché possa crescere, affinché possa uscire dalla condizione infantile, di figlio soggetto all'autorità del genitore, e divenire adulto. Ma naturalmente non può rivelare all'uomo questo suo segreto desiderio, altrimenti l'uomo sarebbe privato della libertà (adulta) di trasgredire. Se fosse Dio a comandare di mangiare i frutti di quell'albero, gli uomini naturalmente obbedirebbero. Ma in questa obbedienza 'filiale' non diventerebbero mai adulti. Perciò Dio tace e ammonisce. Non può fare altro. E attende, pazientemente.

Accetta il successo come un onore, desidera la gloria dei saggi: l'Assoluto.Se cerchi il consenso degli uomini, vai verso le tenebre, sei fuori della via vera.Nasconditi nell'abisso dell'umiltà, infimo tra gli infimi, cura il nascondimento.La pazienza è la scala della saggezza, l'umiltà introduce nella dimora dei sapienti.Rifugiati nell'umiltà, un giorno sarai trasfigurato nella luce, ti risveglierai, brillante e radioso, vicino al Re della Gloria, il Re dell'Oriente.Entrerai nel mare imporporato, il magistero dei Saggi.
(Grillot de Givry)

Gli esseri umani vissero una vita beata sotto l'Albero della Vita e dell'Unità. / Ogni volta che vedevano l'Albero della Divisione, / si ricordavano del comando di Dio, / e pertanto erano sotto l'autorità di Dio. / L'uomo iniziò a divenire più consapevole, / e Adamo ed Eva iniziarono a sentire / che la loro vita sotto l'Albero della Vita era noiosa, / non c'era avventura, / non c'era niente da scoprire. / L'Albero della Divisione e della Morte invece gli aveva sempre attratti (John Martin Sahajananda, A new song of creation).
Adamo ed Eva «Iniziarono a sentire che mancava loro qualcosa. Ma non sapevano cosa fosse. Iniziarono a percepire che Dio era autoritario e oppressivo». Perché era Dio - un principio eteronomo - a dire loro cosa dovevano e cosa non dovevano fare. Così essi non avevano scelta. Proprio questa autorità eteronoma, sebbene protettiva e rassicurante, continuava però a mantenerli infantili e dipendenti. E dunque inizia ad essere percepita e vissuta come «autoritaria» e «oppressiva». Adamo ed Eva vogliono conoscere il bene e il male «da loro stessi», ma non vogliono «rompere con la legge di Dio», non vogliono «essere considerati disobbedienti». Per sbloccare questa situazione deve intervenire il serpente. Evidentemente Adamo ed Eva, da soli, non sono capaci di trovare una via di uscita al dilemma. Questa è la funzione maieutica della "tentazione".
Massimo Diana
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