MERCOLEDI 17 FEBBRAIO 2021

Quaresima / Mercoledì delle ceneriLa Quaresima è un tempo propizio per la pulizia interiore e per la ricerca dell'essenzialità: come scrive Grün, "è un tempo di allenamento della libertà interiore". La Quaresima, infatti, è come le pulizie di primavera per il corpo e per l'anima. Il corpo viene disintossicato attraverso il digiuno, l'anima attraverso più tempo e più silenzio. Tutto il tempo della Quaresima può dunque costituire un vero e proprio rituale: si tratta di definire un semplice e percorribile «programma di allenamento» per esercitarsi nella libertà interiore. Sappiamo tutti bene come non bastino le buone intenzioni o i santi propositi: è necessario anche l'esercizio, un costante, perseverante e molto concreto impegno quotidiano, per riuscire a dare corpo e forma ai nostri più profondi desideri. Quanto gli sportivi di ogni genere - dilettanti o professionisti che siano - sanno bene, che cioè è necessario un serio allenamento se si vogliono raggiungere dei risultati, dobbiamo impararlo anche noi: se vogliamo imparare a vivere meglio, più integralmente, con una maggiore libertà che ci consenta di cogliere l'essenziale e di essere più disponibili per chi chiede aiuto, con un più aperto ascolto a quanto la vita ci pone davanti come appello, dobbiamo allenarci con una certa costanza e perseveranza. Il tempo della Quaresima è un tempo propizio per questo scopo. Si tratta di recuperare tutta quella sapienza che i filosofi antichi e i monaci conoscono bene: è da un concreto e sobrio stile di vita che la vita cresce e guadagna in profondità.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
(Mt 6,1-6.16-18)
Questo non è anzitutto il tempo in cui "noi" siamo chiamati a fare penitenza e digiuno, ma il tempo in cui "Dio" si muove a compassione verso ciascuno di noi. Un tempo di grazia, dunque, il tempo di una salvezza o di una opportunità che ci viene anzitutto donata, come ricorda Paolo: «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!». È questa prospettiva che ci aiuta a dare il giusto senso agli inviti ripetuti che questo tempo ci fa - e che il Vangelo ci ha ricordato - alla «elemosina», alla «preghiera» e al «digiuno». Strumenti per vivere una esperienza di nuova conversione, mezzi che aiutano quel ritorno a ciò che è Vero, Buono, Bello e Giusto, e che è ciò che può (ri)donare senso alla nostra quotidianità.

Oggi la cenere ci riconduce alla terra perché gli occhi si aprano al cielo.
Oggi la cenere profuma il capo per purificare il cuore.
Oggi al pane si mescola cenere per rendere più vero il cammino.
Cristo è nel deserto: è il tempo del digiuno; Cristo veglia nella solitudine: è l'ora della preghiera.
Cristo sale a Gerusalemme: stringiamoci nel cammino d'amore pregustando la Pasqua.
(Germagno)

Assumo l'ideale monacale come l'archetipo umano che da sempre ha voluto superare la banalità, insistendo soprattutto sulla dimensione verticale della vita (zōē, non bios), come antidoto a una certa esistenza superficiale - senza fare alcuna apologia né critica delle istituzioni monastiche di oggi o dell'antichità. Ma il monaco odierno non può essere la copia dell'antico. Il tema qui affrontato è la ricostruzione dell'uomo completo, e fa leva su un novenario di aforismi che cristallizza sapienze antiche, che vengono commentate e poi completate secondo la mentalità contemporanea. Uno dei presupposti è che ci troviamo in un momento cruciale della storia dell'umanità, che esige una trasformazione radicale della cultura dominante, e che non si accontenta di riforme più o meno moralizzatrici. Per questo dobbiamo cominciare dal principio: l'uomo. Gli scienziati esperimentano le cose, i filosofi le idee, gli artisti le forme, il monaco cerca di fare l'esperienza di se stesso. Chi conosce se stesso conosce Dio, affermano molte tradizioni, e tutte le cose, aggiungono altre, quindi l'esperienza è co-nascimento, cioè, nascere-congiuntamente con la cosa conosciuta - malgrado che l'etimologia scientifica abbia le sue esitazioni.
(Raimon Panikkar, Beata semplicità. La sfida di scoprirsi monaco)
Iniziamo con la Quaresima la lettura e il commento di un testo di Raimon Panikkar che costituisce uno straordinario esempio di spiritualità laica, che va oltre identità e appartenenze troppo rigide e lo fa proprio riprendendo e riattualizzando la figura di chi, nelle più diverse tradizioni, è stato per molti aspetti l'uomo spirituale per eccellenza e per definizione: il monaco. La tesi provocatoria di Panikkar è che il cammino spirituale sia, nella sua essenza, un cammino monastico, in quanto la dimensione monastica rappresenta un archetipo fondamentale dell'umano. Il monaco, infatti, è l'unificato. Ed è 'monaco' chiunque si metta in gioco, quotidianamente, in un cammino di semplificazione/unificazione; chiunque si sforzi di trovare il centro, il punto di equilibrio tra opposti chiamati ad entrare in una tensione generativa. Un cammino per tutti dunque, non per specialisti. Laico, in quanto non è monopolio di alcuna confessione religiosa e neppure delle sole religioni.
Massimo Diana
