MERCOLEDI 20 GENNAIO 2021

20.01.2021

La divinità ha steso le sue braccia d'oro / come potente benedizione verso il sacrificio. / Come un solenne giovane sacerdote, egli fa colare il suo crisma / dalle mani sugli spazi ariosi. // Possiamo noi godere la forza animatrice / di Dio, il radioso: possa egli concederci ricchezza! / Egli è il Dio che manda a riposare e risveglia / tutta la vita che si muove su due o su quattro piedi. // Con benevole, indefettibili potenze custodi / proteggi la nostra casa, o Savitr, oggi. / O Dio dalla lingua d'oro, mantienici sulla retta via. / Possa nessun malvagio aver presa su di noi. // Il Dio Savitr, amico delle nostre dimore, dalle mani d'oro, / è sorto a incontrare la sera. Con guance di ferro / e lingua dolce come miele, il Dio, degno di lode, / distribuisce buoni doni a ogni devoto. // Come un sacerdote mediatore, il Dio ha steso / le sue braccia d'oro così piacevoli da contemplare. / Le altezze del Cielo e della Terra egli ha scalato / ed ha scacciato tutti i mostri volanti. // Concedi favori oggi, o Savitr e anche domani. / O tu che possiedi un'ampia riserva di tesori, / facci ricchi ogni giorno col tuo vivificante potere. / Possa ora questo nostro canto farci entrare nella tua grazia 

(Rg-veda VI,71)


Il profondo senso religioso del popolo indiano permea ogni momento della vita e apre ad una tanto spontanea quanto naturale richiesta di benedizione e di protezione. Abbiamo tutti bisogno di benedizione e protezione, da sempre, da quando siamo venuti al mondo. Riconoscere il divino, invocare la Sua benedizione, implorare la Sua protezione e la Sua grazia, non distoglie affatto dalla quotidianità ma aiuta piuttosto a viverla meglio, ad assumersi fino in fondo il fardello del proprio esistere, in tutta la sua precarietà e bellezza.

Chi conosce se stesso, distaccato da ogni desiderio e passione, padrone di se stesso e dei suoi pensieri, trova la quiete suprema che è nel Divino, sulla terra e oltre.Liberati i sensi da ogni contatto esteriore, lo sguardo fisso sul punto tra le sopracciglia, controllando il respiro, diventa padrone dei sensi, della mente e del pensiero.Il saggio, intento a raggiungere la liberazione, lontano da desideri, paure e passioni, veramente dimora per sempre nella libertà.Conoscendomi come l'autore di ogni sacrificio e di ogni austerità, come Padrone dei mondi e l'Amico di tutte le creature, dimora nella pace della mia Presenza.

(Bhagavad-Gita, V) 

Possa il Dio Savitr, sul suo carro, venire quaggiù, / riempiendo i cieli, ricco di divini tesori, / dispensatore di tutto ciò che rende felice un uomo, / cullando fino al sonno e poi risvegliando tutto ciò che respira. // Le sue braccia sono estese lontano, potenti, dorate. / Esse raggiungono i limiti estremi del Cielo. / Ora si deve sommamente lodare la sua grandezza. / Perfino il sole sottomette a lui il proprio corso. // Possa ora questo Dio Savitr, il forte e potente, / Signore di ogni dovizia, concedere a noi le sue ricchezze! / Possa egli, estendendo il suo fulgore che si sparge lontano, / conferirci l'alimento che nutre gli uomini! // Questi canti glorificano Savitr dal dolce eloquio, / le cui braccia sono colme, le cui mani sono belle. / Possa egli concederci vitalità e forza! / Proteggeteci sempre, o Dei, con benedizioni 

(Rg-veda VII,45)


Le benedizioni appartengono al regno della libertà, perché nessuno ne ha diritto; è questo il senso della preghiera: si prega perché venga concessa una benedizione. La preghiera - scrive Panikkar - "è un'interazione libera e gioiosa tra Dei e uomini, i cui risultati sono sempre imprevedibili. Chi vincerà? Gli uomini renderanno gli Dei umani o gli Dei renderanno gli uomini divini?". In ogni caso nessuna preghiera rimane sterile o priva di risultato, perché chi prega cambia comunque se stesso, la preghiera lo cambia in un modo o nell'altro. Avvertire su di sé la benedizione divina, attraverso la preghiera, cambia comunque la vita, aiuta a vivere meglio e a sorridere alla vita, nonostante tutto.

La pratica spirituale della preghiera che il Breviario Universale propone ha un respiro universale, laico, adulto. Si rivolge agli uomini e alle donne del terzo millennio che stentano a riconoscersi, in senso forte ed esclusivo, in una specifica tradizione religiosa, ma che non vogliono né possono rinunciare a coltivare, nella propria vita, una genuina dimensione spirituale. Persone che appartengono a quella nuova età di evoluzione spirituale che Panikkar ha indicato con il termine significativo di cristianìa, cioè alla possibilità di riconoscersi cristiano "come atteggiamento personale, senza appartenere alla cristianità o aderire al cristianesimo in quanto struttura istituzionale". E che Gioacchino da Fiore ha chiamato età dello Spirito, l'età della libertà dopo le età del Padre (o della schiavitù) e del Figlio (o del vassallaggio filiale).
L'idea che sta alla base dei quattro Volumi del Breviario Universale è che un ecumenismo praticato sia possibile e alla portata di tutti: come scrive Raimon Panikkar: "È evidente che le religioni non dicono la stessa cosa e che le loro rispettive dottrine sono diverse e molte volte incompatibili. Ma è altrettanto evidente che coloro che hanno compiuto un'esperienza profonda della realtà in modo concreto, come i mistici per esempio, non percepiscono incompatibilità tra di esse". L'obiettivo non è quello di raggiungere una impossibile unificazione che finirebbe per cancellare, con violenza, ogni differenza, ma piuttosto quello di sperimentare come le meravigliose differenze della creatività umana esprimano tutte una verità; verità che non sono incompatibili tra loro, se vissute e praticate. Se dal punto di vista teorico - almeno della nostra logica occidentale - la verità non può che essere una, dal punto di vista pratico possiamo fare invece.


Massimo Diana


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