MERCOLEDI 3 MARZO 2021

03.03.2021

Omaggio all'Occhio di Mitra e Varuna! / Al potente Dio offrite questo culto / all'emblema lungimirante, nato dagli Dei. / Cantate lodi al Sole, la progenie del Cielo. // Possa questa parola di verità proteggermi da tutti i lati, / mentre e terra e cielo e giorni perdurano. / Alla quiete va tutto quanto si muove, ma mai / le acque cessano di fluire o il sole di sorgere.

(Rg-veda X,37)

Questo testo è un inno allo splendore del divino Sūrya: una magnifica preghiera per la luce e alla luce. Una preghiera sia personale che cosmica, "perché Sūrya è sia materia che spirito, è fisico e divino, il sole e la luce, esterno e interno. La felicità umana, suggerisce l'inno, non è un benessere esclusivamente psicologico o fisiologico; non è questione né di pura soggettività né di mera oggettività. È, piuttosto, il risultato di un'armonia completa in cui le parti non sono trattate su un piano di uguaglianza, come se tutte le scintille dell'essere avessero la stessa densità ontologica". Ciò che si chiede attraverso questa preghiera non sono miracoli o privilegi; si chiede piuttosto la realizzazione dell'armonia universale. Sūrya non è solo il sole, è anche luce e calore e vita; egli è «creatore di ogni cosa», anche se egli stesso è stato creato: suo padre è Dyu, il Cielo: «Cantate lodi al Sole, la progenie del Cielo». Sūrya è "uno dei simboli teandrici più potenti, poiché, anche se non è la deità suprema, partecipa pienamente di entrambi i mondi e combina in se stesso tutte le sfere della realtà".Massimo Diana

Il sole sorge, il sole tramonta, con gioia lo salutiamo; ma esso segna il dileguarsi dei nostri giorni.

Gioia è l'inizio di una nuova stagione, il ciclo stagionale logora il respiro dei viventi.

Nessun vivente può superare i giorni del suo destino, piangere la morte non ha alcun senso.

La via seguita dai nostri padri è anche la nostra, perché affliggerci per ciò che non ha scampo?

La vita fugge come l'onda di un fiume, colmiamo di gioia l'anima nostra, le creature passano per avere il diritto alla gioia.

(Ramayana, II) 

Il Fuoco ha guardato benignamente / la splendente Aurora donatrice di ricchezza. / Venite, o Spiriti, alle dimore dei vostri adoratori, / il Sole sorge in splendore! // Il Dio Sole estende lontano la sua radiosità, / dispiegando il suo vessillo nel cielo / come un uomo forte chinato sulla preda. / Gli Dei più alti seguono il loro corso. / Signori di domini inviolati, / essi mandano il Sole sul suo cammino / con precisione infallibile. / Il Sole, che disperde l'oscurità, / il cui occhio contempla tutte le cose, / è spinto avanti da sette giumente splendenti. // I suoi potenti destrieri avanzano / inesorabilmente, come la tela di un ragno, / squarciando l'oscura veste della notte. / I raggi del Sole, palpitando, / spingono giù, sotto le acque, / l'oscurità, come un pesante pellame. / Che strano il Sole! Non legato, / non sostenuto, egli sta appeso nello spazio. / Perché non cade mai? / Quale energia interiore lo spinge? / Chi lo può osservare? Egli custodisce / la volta del cielo, il pilastro del firmamento.

(Rg-veda IV,13)

La luce splende ovunque perché tutto ciò che è, è fatto di luce. Dove c'è oscurità, non c'è luce, e poiché la luce è essere, ciò vuol dire che non c'è essere. Dovunque ci sia la luce del sole, c'è il sole. Questo inno mostra il profondo legame tra luce e tenebre: il Sole «disperde l'oscurità», avvolge ogni cosa di luce, proprio perché disperde le tenebre, spingendole, come abbiamo letto, al di sotto delle acque. Ogni mattina ci ricorda il 'potere' che la luce ha di vincere le tenebre, in un modo non meno stupefacente e misterioso di quello per cui il sole, che pur non ha un sostegno, non cade negli abissi.

Massimo Diana


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