MERCOLEDÌ 9 DICEMBRE 2020

Bodhi Day
Questa festività ricorda l'illuminazione del Buddha storico Shakyamuni Siddhartha Gotama sotto l'albero della Bodhi a Bodhgaya. La particolare coincidenza di questa festa Buddhista con la festa cristiana di Maria Immacolata invita a vivere questa giornata nel segno della donna e del femminile.

Siddhartha fu stupito di vedere in un povero villaggio Yasodhara che curava i bambini afflitti da disturbi della vista, malattie della pelle, febbre e altre indisposizioni. "Principessa, da quanto tempo ti occupi di queste cose? È molto bello vederti qui". "Da quasi due anni, altezza" rispose Yasodhara, sollevando gli occhi dal braccino di una bimba che stava lavando (Thich Nhat Hanh, Vita di Siddhartha il Buddha).

Questo semplice racconto illustra bene la specificità della spiritualità al femminile, così diversa da quella maschile, sebbene sia stata quest'ultima a imporsi e a diventare dominante nel nostro mondo patriarcale. La spiritualità al femminile è una spiritualità della terra e delle relazioni, nella concretezza del quotidiano. Di quelle relazioni che l'ideale maschile si rivela, talvolta, impietosamente incapace di onorare e di vivere. Come potremo sapere cos'abbia provato Yasodhara quando Siddhartha l'ha abbandonata? Chi ha mai pensato a lei, alla sua solitudine? Che cosa avrà detto a suo figlio Rahula quando le avrà posto l'eterna domanda: «Mio padre dov'è?». Cosa avrebbe dovuto dirgli? Come potrebbe una madre abbandonare di notte il proprio bambino? È una cosa possibile solo per un uomo... Dopodiché Yasodhara non ebbe scelta: dovette vivere una vita di rinunce, di privazioni. Si tagliò i capelli e iniziò a vivere come un asceta.

Che io dimori nel benessere, libero da afflizione, libero da ostilità, libero da malevolenza, libero dall'ansia, e che io possa conservare il benessere in me.Che tutti dimorino nel benessere, liberi da afflizione, liberi da ostilità, liberi da malevolenza, liberi dall'ansia, e che possano conservare il benessere in loro.Che tutti gli esseri siano liberati dalla sofferenza e possano non essere privati della buona fortuna che hanno ottenuto.Tutti gli esseri sono possessori delle loro azioni, e ne ereditano gli effetti. Il loro futuro nasce da tali azioni, si accompagna a tali azioni, e gli effetti saranno la loro casa. (Sul benessere universale, Theravāda)

Oltre a Siddhartha, un'unica persona capiva e appoggiava sinceramente gli sforzi di Yasodhara: Gotami, la regina Mahapajapati. Gotami era una donna compassionevole e, sin dalla prima visita che avevano fatto assieme a un misero villaggio, aveva capito immediatamente il valore dell'operato di Yasodhara. Non erano soltanto i beni materiali, come il riso, la farina, gli abiti e i medicinali, ma lo sguardo affettuoso, le mani soccorrevoli e il cuore colmo d'amore di una persona che rispondeva toccata dalle sofferenze umane (Thich Nhat Hanh, Vita di Siddhartha il Buddha).
Mi piace pensare che Siddhartha comprese il valore della compassione, dello sguardo che, accogliendo, guarisce, dalla moglie Yasodhara. Fu affiancandosi a lei, alla sua sensibilità tutta femminile, che Siddhartha apprese la capacità di guardare e accogliere la miseria umana. Forse solo lo sguardo di una donna può 'correggere' l'idealità spesso troppo unilaterale e astratta del maschile. È bello in questo giorno di festa per la comunità buddhista riconoscere a Yasodhara, una donna, il fondamentale ruolo che ebbe nella vita e nella storia del marito. A volte mi domando davvero se il mondo non sarebbe migliore se tutti imparassimo dalle donne ad amare molto più nel concreto e meno in modo astratto e ideale.
Massimo Diana
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