PAPA FRANCESCO: ROSARIO LIVATINO PROSSIMO BEATO
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Riconosciuto il martirio del magistrato siciliano ucciso a causa della fede cristiana, "in odium fidei" . La cerimonia potrebbe svolgersi nella primavera 2021 ad Agrigento
Erano passate da poco le 8:30. Il giudice Rosario Livatino, 38 anni, a bordo della sua Ford Fiesta di colore rosso, da Canicattì, dove abitava, stava raggiungendo il tribunale di Agrigento. Una Fiat Uno e una motocicletta di grossa cilindrata lo affiancarono costringendolo a fermarsi sulla barriera di protezione della strada statale. I sicari, almeno tre, con altri due complici autisti, spararono numerosi colpi di pistola. Rosario Livatino tentò una disperata fuga fuggendo dall'auto e cercando scampo nella scarpata sottostante. Nella corsa perse la scarpa sinistra. I sicari gli scaricarono addosso quattro colpi di pistola, due al braccio destro, uno alla tempia destra ed un altro in bocca.


Dopo l'agguato, sul viadotto San Benedetto, arrivarono appena possibile i colleghi del giudice assassinato; da Palermo anche l'allora procuratore aggiunto Giovanni Falcone, e da Marsala il procuratore della Repubblica Paolo Borsellino. "La data del 21 settembre celebra la memoria del Giudice Rosario Livatino ed esalta il ricordo del suo coraggioso ed eroico sacrificio". Così l'ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi nel messaggio diffuso in occasione del 15° anniversario dell'uccisione del magistrato, ucciso dalla mafia il 21 Settembre del 1990. Rosario Livatino, un servitore dello Stato e delle sue Istituzioni democratiche e un esempio per tutti i giovani, ma in particolare per quelli siciliani. Una terra, la nostra, devastata dalle mafie in cui troppe persone fra giornalisti, politici, esponenti delle Forze dell'Ordine e delle Istituzioni hanno perso la vita solo per il fatto di compiere il proprio dovere fino alla fine. L' exprocuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli ha definito Livatino "un martire e vittima della violenza mafiosa, così come altri ancora: Borsellino, Falcone, don Pino Puglisi".
"Sono morti - ha aggiunto il magistrato - perchè la ferocia mafiosa li ha uccisi, mentre stavano cercando di realizzare qualcosa che consentisse a tutti, ed in special modo, a voi giovani, di avere qualche possibilità in più per essere felici!"
Davide Romano
