SABATO 27 FEBBRAIO 2021

PURIM
Purim, o Festa del cambiamento delle sorti, è una grande festa per i nostri fratelli ebrei, in certa misura analoga al nostro carnevale: in tutte le famiglie si legge il rotolo di Ester e si fa festa perché la regina è riuscita a salvare il suo popolo. Questa festa è molto cara ai bambini per i doni e le leccornie che ricevono e per il ruolo che hanno durante la lettura domestica del rotolo di Ester: ogni volta, infatti, che compare il nome del perfido Aman, si fa il più grande rumore possibile, perché questo terribile nome non possa essere udito e sia come cancellato per sempre. Tre giorni prima, gli ebrei fanno memoria del digiuno con cui Ester si preparò ad affrontare il grande re Artaserse, per stornare la minaccia di sterminio che incombeva sul popolo ebraico, a motivo dell'invidia di Aman contro Mardocheo.
La redazione cristiana che troviamo nelle nostre Bibbie ha alcuni passi aggiunti - originariamente di lingua greca - al testo ebraico tradizionale. Anche noi oggi, in comunione con i nostri fratelli ebrei, leggeremo gran parte del rotolo di Ester e pregheremo con le meravigliose preghiere di Mardocheo e di Ester. Dio si serve di una donna per liberare il suo popolo, che si trova minacciato dal perfido e arrogante ministro del re persiano. Aman è il prototipo del nemico giurato degli ebrei. Di quel nemico che nella storia millenaria di questo popolo si è incarnato in molti volti, dal faraone d'Egitto a Hitler e ai suoi strateghi che misero a punto un piano - quintessenza del Male assoluto - per eliminare scientificamente e metodicamente l'intero popolo.
Ma Dio - che, curiosamente, nella versione ebraica non si trova mai nominato - non abbandona il suo popolo e lo salva grazie alle preghiere di una donna, che sono l'espressione della fede genuina del popolo ebraico: Dio non abbandona chi in Lui confida.

Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all'infuori di te, perché un grande pericolo mi sovrasta.
Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai preso Israele tra tutte le nazioni e i nostri padri tra tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto per loro tutto quello che avevi promesso. Ma ora abbiamo peccato contro di te e ci hai consegnato nelle mani dei nostri nemici, perché abbiamo dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore!
Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù: hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire il decreto della tua bocca, di sterminare la tua eredità... Non consegnare, Signore, il tuo scettro a quelli che neppure esistono. Non permettere che ridano della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare chi è a capo dei nostri persecutori.
Ricordati, Signore, manifestati nel giorno della nostra afflizione e da' a me coraggio, o re degli dèi e dominatore di ogni potere. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, per lo sterminio suo e di coloro che sono d'accordo con lui. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore!
Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. Tu sai che mi trovo nella necessità e che detesto l'insegna della mia alta carica, che cinge il mio capo nei giorni in cui devo comparire in pubblico; la detesto come un panno immondo e non la porto nei giorni in cui mi tengo appartata. La tua serva non ha mangiato alla tavola di Aman; non ha onorato il banchetto del re né ha bevuto il vino delle libagioni. La tua serva, da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito, se non in te, Signore, Dio di Abramo.
O Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati, liberaci dalla mano dei malvagi e libera me dalla mia angoscia!(Dal Libro di Ester. Preghiera di Ester)

Questa festa rappresenta per ciascuno di noi un invito e una occasione per riscoprire la bellezza e la forza di confidare di più nella vita. Un atteggiamento più passivo, e quindi femminile, rispetto all'irruenza e all'attivismo maschile. Di fronte a molti accadimenti della vita non abbiamo altre risorse che confidare. Non siamo onnipotenti e, talvolta, alla necessaria 'resistenza' contro il Male non possiamo che affiancare la 'resa'. Una resa all'Assoluto, che equivale a mettersi nelle sue mani, così come Etty Hillesum, un'altra donna, ha drammaticamente vissuto, prigioniera in uno di quei campi di sterminio che un nuovo, perfido, Aman aveva diabolicamente predisposto per cancellare un intero popolo. "Molte persone mi rimproverano per la mia indifferenza e passività e dicono che mi arrendo così, senza combattere. Dicono che chiunque possa sfuggire alle loro (dei nazisti) grinfie deve provare a farlo, che questo è un dovere, che devo fare qualcosa per me. Ma questa somma non torna. In questo momento, ognuno si dà da fare per salvare se stesso: ma un certo numero di persone - un numero persino molto alto - non deve partire comunque? Il buffo è che non mi sento nelle loro grinfie, sia che io rimanga qui, sia che io venga deportata. Trovo tutti questi ragionamenti così convenzionali e primitivi e non li sopporto più, non mi sento nelle grinfie di nessuno, mi sento soltanto nelle braccia di Dio per dirla con enfasi; e sia che ora io mi trovi qui, a questa scrivania terribilmente cara e familiare, o fra un mese in una nuda camera del ghetto o fors'anche in un campo di lavoro sorvegliato dalle SS, nelle braccia di Dio credo che mi sentirò sempre. Forse mi potranno ridurre a pezzi fisicamente, ma di più non mi potranno fare. E forse cadrò in preda alla disperazione e soffrirò privazioni che non mi sono mai potuta immaginare, neppure nelle mie più vane fantasie. Ma anche questa è poca cosa, se paragonata a un'infinita vastità e fede in Dio e capacità di vivere interiormente". Ecco, potersi sentire sempre nelle braccia di Dio: che questa festa ci aiuti a desiderare di fare anche noi questa esperienza!
Massimo Diana
