SABATO 30 GENNAIO 2021

Ispirateci intrepidezza, O Cielo e Terra! / Con la Forza di Dio, / con la Luce di Dio, / possiamo noi essere liberi dalla paura! / Possa l'atmosfera infinita porci in uno stato di intrepidezza! / Possa l'offerta dei sette Veggenti porci in uno stato di intrepidezza! // Dal nord e dal sud, dall'est e dall'ovest, / possa la Luce di Dio inviare a questo villaggio / sostentamento, benessere e agio. / Possa la Potenza di Dio concederci libertà dai nemici, / eliminando ogni paura, deviando ogni collera. // Sotto e sopra, / dietro e davanti, / concedici libertà dai nemici, o Potenza di Dio.
(Atharva-veda VI,40)
Questo testo che abbiamo pregato ci ricorda che, per guadagnare una postura di pace e di nonviolenza, è necessario prima superare quello che possiamo considerare il più potente veleno della vita umana: la paura. È la paura a paralizzare le migliori intenzioni delle creature mortali e a trasformarle in reazioni di difesa o di offesa. Non c'è felicità nella paura, ma per vincere radicalmente la paura dobbiamo chiedere di esserne liberati, con la fiducia che il fatto stesso di pregare sia già una rassicurazione che la preghiera è stata esaudita. Il vero antidoto al veleno della paura è la fiducia, e tanto la paura paralizza, quanto la fiducia rimette in movimento.

Om. Possano i retti Dei rallegrare i nostri cuori col calore del loro amore.
Possa la grazia degli Dei circondarci; la loro amicizia noi ricerchiamo.
Possano gli Dei concederci vita che noi possiamo vivere! Om. Shanti. Shanti. Shanti.
(Rg-veda)

Ai cieli sia pace, al firmamento e alla terra, / alle acque sia pace, alle erbe e a tutti gli alberi, / agli Dei sia pace, a Brahman sia pace, / a tutti gli uomini sia pace, per sempre / - pace anche a me!
(Yajur-veda XXXVI,17)
Scrive Panikkar, "l'uomo può avere tutto: salute, benessere, moglie e figli, conoscenza e abilità, potere e gloria e tuttavia può rimanere la più miserabile delle creature se manca di quel dono degli Dei che non dipende da alcun altro dono, e dal quale dipendono tutti gli altri doni che siano vere benedizioni per l'uomo: la pace. La pienezza umana è incompleta senza la pace, mentre persino chi manca di tutto il resto può essere in pace con se stesso e con tutti gli esseri, il che costituisce in effetti la felicità". Per questo motivo l'uomo vedico - e Gandhi era profondamente radicato nella sua tradizione - è consapevole che la pace va anzitutto invocata, con tutto il potere e la forza del mantra. Per questo motivo lo Shanti-mantra, il triplice augurio che anche noi ripetiamo sempre al termine del momento di preghiera: Shanti. Shanti. Shanti, deve concludere ogni atto sacro. È esso stesso la Preghiera per eccellenza.
Massimo Diana
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