SABATO 6 FEBBRAIO 2021

06.02.2021

Dopo il suo matrimonio, Baruch visse in casa del suocero. Gli altri due generi di costui, che erano uomini dotti, si lamentarono che Baruch si comportasse diversamente da loro e da tutti: quando essi stavano sui libri, dormiva, e quando era sveglio faceva ogni sorta di giochi balordi. Finalmente il suocero decise di andare con tutti e tre dal Magghid di Mesritsch a sottoporgli la cosa. Durante il viaggio misero Baruch accanto al cocchiere. Ma quando a Mesritsch vollero entrare nella casa del Magghid, fu fatto entrare solo Baruch, gli altri dovettero aspettare fuori fino a che furono invitati al cospetto dello zaddik. Egli disse loro: «Il piccolo Baruch si comporta bene, e ciò che vi sembra vano gioco è rivolto ad alte cose e opera alte opere». Quando tornarono a casa dettero a Baruch il miglior posto in carrozza. 

(Martin Buber, I racconti dei Chassidim)

Come nella più genuina tradizione sciamanica, i maestri spirituali, i profeti, i guaritori si riconoscono fin dalla loro infanzia per una certa stranezza nel loro comportamento, così poco convenzionale e abituale: «si lamentarono che Baruch si comportasse diversamente da loro e da tutti». Questa originalità - un onore ma anche un esigente onere - deve essere da un lato riconosciuta per quello che è: un segno di elezione, una vocazione, ma dall'altro lato essere accolta e integrata. Naturalmente solo un 'maestro' può riconoscere tali segni. Per questo motivo il piccolo Baruch viene portato dal Magghid di Mesritsch. Il maestro coglie il segno dell'elezione oltre il semplice disturbo caratteriale e comportamentale e allora tutti iniziano a trattare con rispetto il piccolo.

È scritto: «Il suo sposo è stimato alle porte della città, dove siede con gli anziani del paese». Sublime ed elevata è la gloria dell'Eterno, velata all'umana intelligenza, nessuno è mai penetrato nell'intima sapienza di Dio.

La natura di Dio è impenetrabile dall'intelligenza creata, umana ed angelica, nessuno la può avvicinare, tutti con verità esclamano: «Benedetta la gloria di Dio, là dove Egli abita».

Le creature della terra affermano che Dio è nell'alto: «Nel cielo è la sua gloria». Gli angeli del cielo dicono che Egli è nel basso: «Su tutta la terra è la sua gloria». L'incertezza sulla dimora di Dio, fa dire a tutti: «Benedetta la gloria di Dio, là dove Egli abita». Nessuno conosce l'essenza divina, nessuno può definirla.

Le parole «Il suo sposo è conosciuto alle porte», rivelano che il Santo si manifesta alle qualità mentali di ciascuno, il singolo approfondisca la conoscenza di Dio nella misura delle sue forze mentali.«Il suo sposo è conosciuto alle porte», la porta è l'intelletto umano, ognuno conosce Dio conformemente all'ampiezza della sua porta.

La conoscenza ultima dell'essenza divina, a nessuno è concessa, nessuno la potrà mai raggiungere.(Zòhar) 

Una volta Rabbi Baruch aveva comprato nel capoluogo medicine per la sua figliola malata. Il servo le aveva disposte sul davanzale della finestra della locanda. Rabbi Baruch camminò in su e in giù per la stanza, fissò le boccettine e disse: «Se è volontà di Dio che mia figlia Raisel guarisca non c'è bisogno di medicine. Ma se Dio manifestasse il suo potere miracoloso agli occhi di tutti, nessun uomo avrebbe più la scelta; poiché tutti saprebbero. Perché agli uomini resti la scelta, Dio dà alla sua azione la veste della natura. Così ha creato le piante medicinali» 

(Martin Buber, I racconti dei Chassidim).

Se vedessimo direttamente la potenza di Dio ne saremmo schiacciati e perderemmo la nostra libertà. Per questo motivo - insegna Rabbi Baruch - «Dio dà alla sua azione la veste della natura». Dio cioè opera per il tramite della natura, per il tramite delle altre creature. Per questo motivo «ha creato le piante medicinali». Tutto sta nell'avere gli occhi per vedere. Tutto sta, per usare un'altra felice espressione di Panikkar, nel riuscire a "cogliere l'Invisibile nel visibile". La speranza non è l'attesa di chissà cosa da chissà quale altrove, ma la capacità di cogliere nel qui ed ora della nostra quotidianità, nella semplicità e nella bellezza di tutto ciò che ci circonda, tutto quanto abbiamo bisogno per vivere, e per vivere felici. 

Massimo Diana


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