SABATO 6 MARZO 2021

06.03.2021

Rabbi Raffaele di Berschad diceva: «Si dice che gli orgogliosi rinascano come api. Poiché l'orgoglioso dice in cuor suo: "Io sono uno scriba, io sono un cantore, io sono uno studioso". E poiché essi, come è detto, non si ravvedono neppure sulla soglia dell'inferno, rinascono dopo la morte come api. Rombano e ronzano: "Sono, sono, sono!"». 

(Martin Buber, I racconti dei Chassidim)

In tutte le tradizioni spirituali l'orgoglio viene presentato sempre come un grande ostacolo nel cammino verso una umanità più piena. E così Rabbi Raffaele di Berschad mette in guardia i suoi discepoli: gli orgogliosi rinascono come api... Rombano e ronzano: «Sono, sono, sono!». L'orgoglio è un attaccamento che non si è risolto al proprio ego. Il bambino è naturalmente ego-centrico, non può non esserlo se vuole sopravvivere; ma divenire adulti significa, poco alla volta, imparare a trascendere l'ego, a fare spazio ad 'Altro', e agli 'altri', a de-centrarsi. Dire sempre meno "Sono!" per dire sempre più "Sii!". Per questo motivo viene detto anche che è più grande «la forza di colui che accetta il rimprovero che quella di colui che fa il rimprovero», perché per accogliere un rimprovero è necessario «umiliarsi in spirito di verità». L'umiliazione qui non è altro che fare la verità su quello che siamo, riconoscere l'humus che ci costituisce e di cui siamo costituiti, sgonfiando il nostro ego. L'orgoglio, infatti, non è che un artificioso rigonfiamento dell'ego. Significa perdere la misura... ecco perché l'umiltà è quasi ovunque presentata come il carattere fondamentale di ogni genuino cammino spirituale, perché è ciò che aiuta a ritrovare la giusta misura, smascherando l'inganno dell'orgoglio.

Benedetto Tu, o Eterno Dio, Re dell'universo, che hai dato al gallo l'intelligenza di annunciare la separazione del giorno dalla notte.

Benedetto Tu, o Eterno Dio, che illumini gli ignoranti e doni la vista ai ciechi. 

Che liberi dalla schiavitù e rendi la libertà ai prigionieri.

Che sollevi gli umili e raddrizzi i ricurvi, che rivesti chi è privo del necessario. 

Che distendi la terra al di sopra delle acque, e guidi la vita dell'uomo.

Che provvedi alle necessità nostre: hai dato al tuo popolo una grande forza di resistenza.

Che hai incoronato Israele di splendore, che non ci hai fatto nascere idolatri.

Che ci hai creato uomini liberi; hai sciolto i lacci del sonno dai nostri occhi e la pesantezza dalle palpebre.

(dal Rituale ebraico Shaharith) 

Rabbi Pinhàs entrando un giorno nella Scuola, vide che gli scolari, impegnati in un discorso appassionato, trasalivano al suo arrivo. Egli domandò: «Di che parlate?». «Rabbi» dissero, «stiamo parlando della nostra preoccupazione che l'istinto del Male ci corra dietro». «Non preoccupatevi», rispose egli, «non siete ancora arrivati così in alto perché vi corra dietro; prima gli correrete dietro voi».

(Martin Buber, I racconti dei Chassidim)

Quanto è importante e prezioso, per un giovane, incontrare un adulto saggio, un 'padre' che sappia accompagnare i suoi primi passi nelle vie della vita! È fondamentale sapere a che punto siamo del nostro cammino, perché c'è un tempo in cui è necessario essere noi a correre dietro l'istinto del Male; se vogliamo crescere dobbiamo talvolta disubbidire, trasgredire, deludere o tradire qualcuno. Altrimenti non si rischia di non andare da nessuna parte e nessun viaggio può realmente iniziare. Ma poi viene il tempo in cui la fedeltà e l'obbedienza, fino al sacrificio, è ciò che ci verrà richiesto. Allora sarà il tempo in cui ci dovremo difendere dall'istinto del Male. Nulla è Bene o Male in assoluto. Dipende sempre dalle persone e dal tempo che stanno attraversando.

Massimo Diana  


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