VACCINI SÌ, VACCINI NO

04.11.2020

DIBATTITI

La scienza si divide e disorienta l'opinione pubblica. Come può aiutarci il comune buon senso

I vaccini sono dei preparati artificiali impiegati nella prevenzione delle malattie infettive, e agiscono sollecitando il sistema immunitario a difendersi e a combattere un determinato batterio, virus o microorganismo ancora prima di entrare in contatto con esso. Da molti considerati un presidio preventivo fondamentale per la salute, i vaccini hanno permesso di ridurre in pochi decenni l'incidenza di malattie gravi e potenzialmente letali, insieme all'indice di mortalità infantile e a varie forme di disabilità. Tuttavia, una buona parte della comunità scientifica riconosce nei vaccini una certa dose di rischio ed incertezza, come la possibile implicazione di effetti collaterali e complicanze talvolta ancor più dannose per l'organismo della stessa infezione naturale. Tra le argomentazioni che sostiene chi è contro i vaccini rientra la presenza di metalli pesanti come l'alluminio e il mercurio, non smaltibili dall'organismo e pare potenzialmente dannosi per il sistema nervoso, e l'utilizzo di virus vivi per quanto attenuati, come quello del morbillo, che sembra possano, pur in basse percentuali, causare danni anche permanenti, specie perché vengono inoculati in corpicini piccoli che ancora non hanno sviluppato un livello completo di immunità.


Un argomento difficile e controverso che pone di fronte alla necessità di una scelta consapevole che deve seguire un'attenta valutazione dei tanti pro e dei non pochi contro per arrivare a una decisione ben ponderata. E' fondamentale infatti, su questioni così delicate come quelle che coinvolgono la nostra salute, documentarsi in modo approfondito. L'informazione è l'arma più potente di cui dispone chi non conosce, perché permette di appropriarsi gradualmente di contenuti riguardanti una disciplina, in questo caso quella medica, di cui non si è competenti, e di adoperare delle scelte sulla base di una personalissima opinione. Ogni scelta dettata dalla paura, dal "sentito dire" o dalle voci che corrono prepotentemente via Internet rischia di essere una scelta precipitosa e sbagliata. Senso comune e buon senso sono due concetti molto diversi. E' sicuramente meglio, dopo essersi documentati il più possibile, affidarsi con fiducia e buon senso al proprio medico, a un professionista equilibrato e stimato che possa consigliarci e guidarci.


Dobbiamo inoltre ricordare che benessere e salute non sono da delegare esclusivamente ad agenti esterni, ma dipendono principalmente da noi e dalla cura che abbiamo di noi stessi. Tutti noi disponiamo di un efficiente sistema di difesa, il nostro sistema immunitario, incaricato di proteggere l'organismo dagli agenti ad esso estranei e di mantenerlo in condizioni di buona salute. Dobbiamo puntare su questo: lavorare sulla prevenzione, potenziare le risorse endogene e con esse la risposta del nostro organismo e le sue capacità difensive e di autoguarigione, e in tal modo si potrebbe fare a meno di molti interventi riparativi, che dove da un lato soccorrono, dall'altro creano effetti collaterali, a volte di importante entità. Possiamo, tra le altre cose, alimentarci correttamente, evitare l'assunzione di sostanze nocive, ridurre lo stress, regolare il ritmo sonno-veglia, fare attività sportiva e in generale mantenere uno stile di vita sano.


Prima di inoculare un vaccino sarebbe infine consigliabile eseguire un'approfondita analisi del nostro sistema immunitario, valutando se in quel momento è forte a sufficienza da sostenere l'introduzione di una sostanza così invasiva, e qualora non fosse al suo massimo varrebbe la pena aspettare e rimandarne l'introduzione.


In conclusione, credo bisogni esaminare la situazione specifica e compiere una scelta in tutta coscienza, valutando il rischio minore. E rivendicare, in ogni caso, il diritto alla libertà di scelta terapeutica garantito dall'art. 32 della nostra Costituzione: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana."


Maria Sole Santi


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