VENERDÌ 22 GENNAIO 2021

22.01.2021

Un vecchio - apparentemente un uomo autorevole - fece tacere tutti e si rivolse a Salih: "Bene, siamo seri, tu sei dei nostri, fai parte dei Thamùd, non sei né uno straniero né un pazzo. Conosciamo la tua famiglia e sappiamo che sei una persona per bene. Per molti di noi, tu eri perfino una speranza, ti consideravamo una persona riflessiva, uno dei migliori tra noi. Quindi parla e sii preciso come ci hai abituati in passato. Puoi spiegarci bene quello che vuoi?". "Non sono io a volere che abbandoniate gli idoli, è Dio. Un Dio unico, maestro dell'universo. Colui che sa tutto ed è onnipotente. Un Dio che non ha pari e non ha sodali. Io sono un semplice messaggero..." 

(Tahar Ben Jelloun, Racconti coranici)


Questa è l'autocomprensione di ogni profeta: egli è semplicemente un tramite di 'Altro'. E che cosa dice un profeta? Annuncia sempre qualcosa che sconvolge la tradizione consolidata, qualcosa che rompe le abitudini acquisite, le sicurezze che rendono tranquilli in una routine già nota e assolutamente prevedibile. Ed è esattamente questo che fa Salih: «Puoi spiegarci bene quello che vuoi?». E Salih risponde dicendo di non essere lui a volere una cosa del genere: «Non sono io a volere che abbandoniate gli idoli, è Dio. Un Dio unico, maestro dell'universo».

Felice il momento in cui saremo seduti, tu e io, differenti nella forma e nel viso, ma avendo un'anima sola, tu e io.I colori del bosco e i canti degli uccelli, ci conferiranno l'immortalità.Quando entreremo nel giardino, tu e io, le stelle del cielo verranno a guardarci: mostreremo loro la luna, e la sua luce, tu e io.Tu e io, liberati da noi stessi, saremo uniti nell'estasi, pieni di gioia e senza vane parole. Gli uccelli del cielo avranno il cuore divorato dall'invidia in quel luogo dove cammineremo così beatamente, tu e io.Ma la grande meraviglia, è che tu e io, rannicchiati nel medesimo nido, ci troveremo in quel momento, uno in Irak e l'altro in Khorasan, tu e io.

(Jalāl Al-Dīn Rūmī)

Salih fece un segno alla sua cammella e l'uomo e l'animale si ritirarono. Il cielo era clemente malgrado l'inverno. Una bella luce lo guidava verso il suo luogo di raccoglimento. Arrivato fece le sue abluzioni e si mise a pregare e a invocare il suo Signore. A un certo momento, sentì un vento freddo attraversargli il corpo. Eppure non c'erano correnti d'aria. Si mise a tremare, colto immediatamente da una febbre altissima; poi si sentì gelato. Sudava, aveva sete, la sua bocca si fece amara. Si voltò e vide una fontana secca; appena fu vicino, l'acqua prese a scorrere in abbondanza. Tese le mani giunte e bevve a sazietà. Quell'acqua aveva molte virtù: non solo placava la sete, ma calmava anche i nervi e rendeva lo spirito più vivace. Si disse che era un dono di Dio. Sentì interiormente la voce del Signore sussurrargli che non aveva niente da temere e che poteva affrontare un popolo di increduli. Seppe d'istinto che Dio si sarebbe manifestato

(Tahar Ben Jelloun, Racconti coranici)


Molte tradizioni religiose conoscono le cosiddette teofanie: Dio si manifesta. A Salih Dio si manifesta in un modo intimo e personale. Il contesto è quello del silenzio e della preghiera. A un certo momento sente «un vento freddo attraversargli il corpo», si volta e vede una fontana secca che improvvisamente riprende vita. Ma non ode alcuna voce oltre alla sua: «Sentì interiormente la voce del Signore». Ciò che ascolta è solamente un sussurro interiore, che riconosce non provenire dal proprio ego. Nessuna certezza oggettiva e tangibile; solo un sentire interiore che però si impone con forza.


Massimo Diana  


Viator - Via Leopoldo Cicognara, 7 - 20129 Milano
Tutti i diritti riservati 2019
Creato con Webnode
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia