VENERDI 9 APRILE 2021

Egli trae il vivo dal morto e trae il morto dal vivo, vivifica la terra dopo la sua morte, nello stesso modo sarete tratti voi dai sepolcri. Uno dei Suoi Segni è questo: vi creò di polvere, ed ecco foste subito uomini, sparsi sulla terra. Un altro dei Suoi Segni è questo: creò per voi, della vostra stessa specie, le spose perché confidaste in esse, e pose fra voi amore e compassione, sicuramente questo è un Segno per chi riflette. Altri Segni Suoi, la creazione del cielo e della terra, la varietà dei vostri linguaggi e delle vostre carnagioni, certo anche questo è un Segno per le creature. Suo Segno il vostro sonno di notte e di giorno e il vostro ricercare doni della Sua grazia; Suoi Segni mostrarvi il fulmine per ispirarvi timore o speranza e far scendere dal cielo l'acqua per vivificare la terra dopo la sua morte. Suo Segno che cielo e terra stiano saldi al Suo Comando, poi quando vi chiamerà fuor della terra, ecco che uscirete. Egli produce il creato, quindi lo riproduce, cosa per Lui facilissima. A Lui si addice il paragone più eccelso in cielo ed in terra, Egli è il Potente, il Saggio.
(Corano XXX, 19-25 e 27)
Questo passo del Corano ci dice che tutto, che ogni cosa, può essere, per chi crede, "segno". Se non incontriamo "segni" nella nostra vita è perché non crediamo a sufficienza o perché non sappiamo vederli, non perché non ce ne siano. Tutto parla, ma dobbiamo saperlo ascoltare. Se noi umani fossimo lasciati soli, rischieremmo di perdere la strada. Ma Allah per mezzo della Sua Grazia e della Sua Benevolenza, ha suscitato per l'umanità degli uomini, eletti in mezzo agli altri uomini, ai quali Egli ha rivelato i Suoi Attributi, la Sua Legge, il Giusto Codice di vita, ha mostrato loro la via che conduce alla felicità. Per mezzo dei Suoi Profeti ha comunicato Se stesso, la Sua Sapienza, si è Rivelato (al-uàhy). Affidarsi a qualcuno che ne sa più di noi (imàn bi-l-ghàib) è una esperienza che tutti quotidianamente facciamo.

Sei nato con un potenziale. Sei nato con la bontà e con la fiducia.
Sei nato con ideali e sogni. Sei nato con la grandezza. Sei nato con le ali.
Non sei stato concepito per strisciare, e quindi non farlo. Hai le ali. Impara ad usarle e a volare.
(Rumi)

Il fruscio delle foglie dei pioppi nella brezza leggera si confuse con il lontano mormorio del muezzin del villaggio, che chiamava i fedeli alla preghiera. «Allahu akbar!», giungeva l'armoniosa melodia. «Dio è grande!». Era l'ora della namaz di mezzogiorno. «Va' avanti» ordinò il khan a suo figlio. «Sarò a casa tra poco». Disteso il tappetino da preghiera vicino a un pioppo, si inginocchiò in direzione della Mecca.Il padre di Ghaffar mancava raramente ai cinque momenti giornalieri di preghiera, anche quando questo significava fermarsi nei campi e distendere il tappetino tra due file di canne da zucchero. Egli apparteneva al clan dei mohammedzai, i «figli di Maometto». Per Behram Khan, questo significava impegnarsi a vivere nella luce della parola del profeta.
(Eknath Easwaran, Badshah Khan. Il Gandhi musulmano)
Questa pagina ci offre uno spaccato della vita del piccolo Ghaffar e del suo importante rapporto col padre Behram, un sincero e fervente musulmano. Le tristi vicende del terrorismo islamico rischiano a noi occidentali di fornire una immagine distorta dell'Islam e della sua forza nel costruire un solido carattere, capace anche - come vedremo - di gesti assolutamente eroici e profondamente spirituali, di genuina e autentica umanità. Per la Legge islamica «tutti i musulmani - nonostante le differenze di ricchezza e status - sono uguali». Il padre di Ghaffar evidentemente vive questa verità e la testimonia al figlio: tutti siamo uguali davanti a Dio; tutti siamo sorelle e fratelli nella nostra umanità, al di là di differenze e specifiche appartenenze. Vi è cioè una superiore appartenenza - quella alla Vita e all'umanità - che è più forte di tutte le specificità e le differenze di cultura e di religione. Siamo anzitutto cittadini del mondo.
Massimo Diana
