VIAGGIO A LOURDES

No, non mi par vero. Io che non sopporto neppure un breve viaggio sono andata in pellegrinaggio a Lourdes.
Una mia cara amica, ai primi di aprile, mi propone questa "uscita straordinaria" ed io resto un attimo perplessa, poi senza troppo pensarci, dico un Si convinto. Devo ringraziare la Madonna per avermi ascoltato ed aiutato tantissime volte.
Da diverso tempo, seguendo il rosario in TV trasmesso da Lourdes e vedendo la Madonnina, mi domandavo se un giorno avrei potuto partecipare a quella preghiera in quel luogo, ed ora era giunto il momento. L'inverno appena trascorso era stato pessimo per la mia salute, ma speravo che i guai fossero finiti, invece non era proprio così.
Si avvicinava l'ora della partenza ed io stavo sempre poco bene e mi domandavo "Ma la Madonnina non mi vuole?"
Comunque mi sono decisa e sono partita.


All'arrivo a Lourdes, dopo una notte insonne ed il viaggio, ero molto stanca e guardavo dalla finestra dell'albergo il Gave che scorreva impetuoso proprio sotto e girando lo sguardo attorno mi domandavo perché fossi lì, era un luogo come un altro, avrei potuto pregare anche a Milano.
All'aeroporto sentivo che persone del gruppo vi erano già state parecchie volte, alcune anche quindici ed io pensavo fossero proprio fanatiche
Le cose cambiarono completamente nel pomeriggio quando iniziarono le funzioni religiose.
Il passaggio dalla Porta della Misericordia, il fervore religioso dei pellegrini cominciò a coinvolgermi, i pensieri di casa che mi accompagnavano, pian piano svanirono ed io mi sentii trasportare in un'atmosfera completamente diversa.
Il sacerdote iniziò la funzione con "Andremo alla casa del Signore per invocare la Sua misericordia, la recita di una decina del Rosario e, sempre in processione, concludemmo le preghiere con il canto "Salve Regina. Il tutto con tanta devozione.

La mattina seguente, alle 8,30 la santa messa davanti alla grotta. Finalmente eravamo tutti a tu per tu con la nostra Mamma Santa e qui l'emozione è stata forte.
Dopo tutte quelle sere in cui seguivo il Rosario sulla televisione e pensavo "Chissà quando verrò lì", ecco, ora il mio grande desiderio si era realizzato.
Le preghiere uscivano dal cuore e continuarono mentre ci recavamo in un altro bellissimo luogo. In carrozzina, perché il mio ginocchio faceva i capricci, mi sono sentita "una bisognosa di aiuto" ed il personale volontario dell'UNITALSI, (al quale va il mio vivo ringraziamento), sempre molto premuroso, sorridente e paziente, ci ha accompagnato in un grande prato di un verde vivo, brillante e sotto gli alberi, tutti in cerchio, abbiamo recitato il S.Rosario.
Accanto a me, c'erano due fratellini, un maschio ed una femmina di tre e cinque anni circa che continuavano a salire e scendere dalla carrozzina, annoiati ed io pensavo "Come si fa a far partecipare ad un pellegrinaggio due bimbetti così piccoli!" chissà come sono stanchi!!! (il perché erano lì lo compresi il giorno seguente).
Infatti si riposava pochissimo, lo spazio del pranzo e della cena, perché le cose da vedere erano tante.


Il tempo volava ed eccoci di nuovo in cammino verso una collina dove una croce altissima indicava il luogo della VIA CRUCIS.
Mi avevano sconsigliato di partecipare perché le carrozzine non potevano essere usate, date le condizioni della strada tutta sassosa. Ma io, calcolando dal basso la distanza, pensai che, con l'aiuto del mio bastone, ci sarei arrivata. Con un po' di fatica giungemmo tutti all'alta croce e lì la sorpresa fu grande perché capii che quella era la prima stazione della Via Crucis e le altre non erano tutte attorno, ma poste lungo la collina, fino in cima. (Seppi, dopo, su un percorso di 1200 metri).
Mi armai di coraggio e, sperando di potercela fare, mi rimisi in cammino.
Le soste per la preghiera facevano riprendere fiato a tutti e finalmente si arrivò all'ultima, e lì trassi un grande respiro di sollievo; pensando però che Gesù aveva anche la croce sulle spalle, sentii un certo rimorso.
La discesa per me è stata veramente dolorosa, perché le ginocchia mi facevano molto male, i dolori aumentavano ed il bastone non mi aiutava affatto.
E' stato il mio Golgota, ma ero felice. Quelle bellissime 115 statue di ghisa, alte due metri, color bronzo che rappresentavano i personaggi della Via Crucis, così espressive, dove il dolore, la tristezza e la cattiveria erano così profondamente rappresentati, riempivano il cuore di commozione.
Finalmente arrivammo ai piedi della collina e raggiungemmo la grotta; appena un gruppo di pellegrini tedeschi lasciò libere le panche, ci sedemmo e dopo quella lunga scarpinata ci pareva di essere giunti in Paradiso.
Rimanemmo lì in preghiera per circa due ore e così ho avuto modo di poter ringraziare tranquillamente la Madonna per tutte le grazie ricevute in questi miei 80 anni e per deporre ai Suoi piedi le necessità spirituali e materiali di tanti parenti ed amici che avevano affidato a me le loro suppliche. In particolare pregai per i miei amici non credenti, bravissime persone che fanno tanto bene al prossimo, in silenzio e con tanto amore. La Madonna, sono certa ne terrà conto e se anche loro non pensano a Lei, sarà Lei ad avvicinarsi a loro.

Al ritorno in albergo ci fermammo presso le fontanelle dell'acqua della fonte di Massabielle, ci bagnammo le mani ed il viso come la Madonna aveva ordinato a Bernadette.
Mercoledi 11, alle h.15 altra camminata: la visita alla casa di Bernadette ed ai luoghi dove ha vissuto. A Lourdes le salite non mancano mai, ma tutto ciò che si vede fa riflettere e ci fa conoscere meglio questa ragazzina così giovane, così umile e devota.
Prima visitammo la casa del mulino, dove ha vissuto un periodo sereno con la sua famiglia, una casa decorosa per quei tempi. Ha colpito la mia attenzione la sua culla, molto diversa da quella delle nostre nonne, molto bassa, quasi a terra, ma tanto bella, con delle sbarrette attorno di legno lavorato, come protezione.
Poi a causa di un terribile cambiamento del tenore di vita della famiglia ed avendo perso anche la casa, dovettero trasferirsi in un luogo angusto della prigione del paese, avuto grazie all'intervento di un parente che lì lavorava.
Questa visita al cachot è stata veramente impressionante: una stanza, piccola, senza letti, dove i componenti della famiglia dormivano per terra sulla paglia.
Ci recammo poi in una chiesa dove è ancora conservato l'originale fonte battesimale, in marmo, in cui la piccola santa è stata battezzata.
Proseguimmo ancora verso il ricovero dove Bernardette accudiva bambini ed anziani bisognosi.
Quanto lavoro e quante sofferenze le sono costate quelle dolci apparizioni alla grotta di Massabielle!!
Ma la giornata non era ancora terminata.
La sera infatti partecipammo alla bellissima processione con le fiaccole accese. Ognuno ne possedeva una e, con il calare della sera, la notte si accendeva di luce. Lo spettacolo era stupefacente ed al canto dell'Ave, Ave, Ave Maria i pellegrini alzavano i lumi e sembrava che veramente le nostre preghiere volassero in cielo. Era una coreografia che penso invadesse noi tutti di una dolce commozione, senz'altro la Madonna era lì con noi. Infatti ha voluto mandarci un segno della Sua presenza.
La mattina seguente, la bimba che il giorno precedente era con me su quel bel prato verde, aveva riacquistato l'udito.
E' stata una notizia meravigliosa, la Madonna aveva ascoltato le preghiere di quella mamma che, nonostante il lungo viaggio, aveva portato i suoi figlioletti alla grotta di Lourdes, piena di speranza.
Sembra quasi incredibile, ma la nostra grande Mamma, che ha provato tantissime sofferenze durante la vita terrena di Suo Figlio, ha voluto sollevare un'altra mamma da un grande dolore.
Grazie Madonnina che con questo gesto hai rafforzato ancor più la nostra fede.
Si voleva partecipare a tutto senza perdere un minuto e mercoledì 11, abbiamo assistito alla celebrazione della messa internazionale nella vasta basilica sotterranea di S.Pio X che, a differenza della grande basilica superiore, sembrava quasi spoglia. Si dice che sia la più grande del mondo perché può contenere circa 25.000 persone su una superficie di 12.000 metri quadrati. E ' costruita in cemento armato, con un grande organo, che in quella serata veniva nuovamente inaugurato dopo il restauro a seguito di un grave danneggiamento a causa dell'alluvione di qualche anno fa. E' stato situato in un luogo sopraelevato onde evitare nuovi eventuali disastri. E' chiamata basilica di S.Pio X perchè ospita una reliquia di questo Papa. E' veramente immensa, ma tutti possono seguire la liturgia su pannelli posti in alto in diversi spazi, così non si perde nulla.
Si potrebbero descrivere tanti altri particolari, ma ricordo l'essenziale.
La cosa più importante però è stata questa messa cantata in diverse lingue. Sembrava fosse sceso davvero lo Spirito Santo. Al termine della funzione un grande organista ha eseguito musiche di Pergolesi, Bach, Vivaldi, una cascata di note che riempivano il cuore di gioia.


Giovedi 12: Messa di ringraziamento a chiusura del pellegrinaggio nella chiesa di S. Giuseppe.
Purtroppo si doveva tornare nel nostro solito mondo, ma un saluto ancora alla nostra cara Mamma era doveroso.
E' stato per me un momento strano, credo irripetibile. Ad un tratto ho sentito un grosso "MAGONE" che mi stringeva la gola, una fortissima commozione e le lacrime mi scendevano copiose sul viso.
Ma cosa mi stava succedendo? Esattamente non lo so, forse era il distacco da quel luogo, forse il pensiero di non poter più ritornare, sembrava che qualcosa mi trattenesse.
Ho capito allora le persone che avevano visitato parecchie volte Lourdes e che io avevo giudicato fanatiche: non era così. La Madonna desidera il nostro ritorno e mi è venuto in mente quel vecchio detto "PROVARE PER CREDERE".
E con questa frase chiudo il bellissimo ricordo del pellegrinaggio a Lourdes, scusandomi un po' con il buon Gesù per aver messo in primo piano, in questi quattro giorni, Sua Madre, ma sono certa che Lui sarà ugualmente felice nel vedere quanto amore abbiamo per Lei e quanto Lei ne ha per questa umanità così bisognosa.
Elisa Prada
