VIP, IL TEMPO, LA MORTE

26.03.2020

ATTUALITÀ

Mura, Gregotti. Arbasino. Bosé.

Quattro nomi, quattro 'grandi' vecchi, rimbalzati alle cronache, notizie a margine, qualche articolo, quattro italiani di spicco scomparsi in rapida sequenza, attaccati dal virus, ultima aggressione alla loro vita già rosicchiata dal tempo.

Ero giovane, non capivo, ad ogni morte illustre mamma commentava, un altro, un altro che va, la linea del fronte si avvicina, le retrovie sono lontane, davanti a noi sempre meno....

Quando accadeva, io la irridevo, forte di sfacciata vigoria giovanile, ma mamma sono vecchi, guarda come sono ridotti, saranno ormai rimbambiti, c'è dell'altro, voltati e cerca... Raramente si è voltata. Liquidava il presente laconicamente, non è più il mio mondo.

Anche lei è andata, ora capisco. Perdonami, madre. Il tempo insegna più che gli insegnamenti, spesso. I giovani sono innocenti. Non possono sapere.

Quattro nomi citati nelle cronache mortuarie, non li ricordavo, cosa importa del resto, siamo in tanti... eppure averne notizia, vederne immagini di repertorio, ascoltarne cenni biografici e successi me ne ha fatto sentire la privazione improvvisa, erano parte della mia foltissima avanguardia, che sta cedendo, mostrando laggiù, oltre la foschia, un orizzonte che si fa via via più definito. I miei figli sono qui, a casa con me tutto il giorno, ma non siamo in compagnia, il loro mondo non è già più il mio, i loro 'vip' non sono i miei, i loro riferimenti mi sfuggono, non ne percepisco consistenza e peso, del mio essere sempre più avanti, a loro, sfacciatamente vigorosi di gioventù, non può importare, sono innocenti. Non possono sapere. Questa riflessione di solito si fa quando l'anno volge al termine e le cronache riepilogano matrimoni divorzi nascite e morti celebri. Ci si trova accanto a personaggi che da tempo hanno lasciato la scena e le prime pagine, ritirati, nascosti, sereni o sofferenti non è più dato sapere, a volte ne emerge la misera decadenza fisica economica sociale, dopo tanto sfarzo successo e clamore la caduta e l'oblio devono avere un costo altissimo; ultimi sussulti i coccodrilli sonnecchianti da tempo nei cassetti dei giornalisti rispolverano e concedono loro un giro valzer prima di esequie 'in forma strettamente privata'.

Ecco, è così che finiscono gli uomini cui è dato il privilegio di diventare davvero vecchi. Tutti. Così si spegne il mondo. Ad alcuni però è data la memoria, alcuni, i 'vip', i grandi, i talenti che hanno segnato il tempo al momento della scomparsa hanno l'ultima ribalta nella cronaca, ed il loro aver fatto resta, si fa pietra della Storia.


Articolo di Silvia Alberti


Illustrazione Sugar


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