VITA E MORTE

17.08.2020

PENSIERO

Si nasceva, spesso le madri morivano di parto, spesso i neonati morivano entro l'anno. Si invecchiava, anche, anche tanto talora. Vecchi storti sciancati rugosi sdentati ritorti come tronchi di centenari ulivi, forti come secolari querce, immortali nell'opacità di dense cataratte. Morivano questi vecchi per caso, quando era ora, in qualche modo, in qualche dove, così come erano nati, in qualche modo in qualche dove, tra bestemmie e preghiere, litanie e orazioni.

Era la vita secondo la legge di natura. Fino a pochi decenni addietro.

I giovani erano tantissimi, forza lavoro nei campi, nelle industrie e nei servizi, baldanzosi forti assetati di vita lavoro indipendenza, tanto, troppo reclutati per essere macellati nelle guerre del mondo e prontamente sostituiti appena decimati.

Le bambine già consapevoli del compito futuro si preparavano all'amore e agli adii ai loro uomini, e, donne, con salda pazienza organizzavano il focolare come uno stato indipendente e tra solitudini lacrime e tradimenti rivincite astuzie intrighi popolavano il mondo.

Qualcosa poi è cambiato, pian piano inizialmente, per prendere sopravvento poi...

Sicuramente è migliorata molto la qualità di vita, e con essa le pretese e i 'Diritti'.

Non si nasce quasi più, le madri non muoiono di parto, i neonati crescono e vengono fatti crescere anche quando gravemente compromessi, i vecchi sono molti più dei giovani e stanno benissimo, sono performanti atletici vispi vitali oppure curati come fiori di serra e fatti vegetare all'infinito in virtù del fatto che non devono e non possono morire e la loro vita va tutelata ad ogni costo.

I giovani del nostro mondo occidentale che conosce la pace la democrazia il tutto subito tutto facile sono preda di morte grifagna e violenta, di botte, di droga, di auto troppo veloci, di alcol, di sport estremi, di 'branco', di inedia, di paura, di male di vivere, di sfida insensata.

Il 'politically correct' non permette di vedere e nemmeno dire la verità, che è il fallimento di questo mondo, la sua fine. Anzi, si insiste in un cammino vistosamente fuori pista.

Tutto è diritto, tranne il diritto di natura, che viene soffocato.

Il diritto alla maternità autorizza esperimenti che hanno del mostruoso i cui effetti pongono interrogativi immani.

Il diritto alla vita autorizza anch'esso esperimenti ed accanimenti che hanno del diabolico.

Ma l'uomo ormai folle nella sua quasi onnipotenza si arroga diritto sulla morte, ed ecco aprirsi il sipario sul fine vita/eutanasia/suicidio assistito/sedazione profonda... termini sofisticamente usati per non dire che un uomo di sua mano e volontà chiude la vita a un altro uomo, spesso consenziente, anzi, richiedente ma....

E le madri, madre è chiunque abbia in mano un test di gravidanza positivo, quelle che per avere quel test sono disposte a tutto e quelle che con quel test in mano decidono di chiudere la vita che si sta aprendo.

La legge permette. La legge allarga le maglie. Sempre più facile ottenere una gravidanza che non viene, sempre più facile interrompere il battito di un feto.

Mi scuso, ho condensato temi densi in poche righe con apparente leggerezza, non potevo far altro.

E non posso esprimere una posizione o un giudizio.

Credo che viviamo un tempo malato nel profondo, a causa della Umwertung aller Werte - la trasvalutazione dei valori filosoficamente auspicata da Nietzsche, drammaticamente realizzatasi - inizialmente voluta per svecchiare e rinnovare ma inesorabilmente sfuggita di mano. (E nemmeno era voluta così dal Filosofo)

E' il relativismo a imperare, ricordate quanto ha battuto questo chiodo papa Ratzinger? Relativismo che consente diritto spazio tempo a tutti e tutto in un vortice di programmi e realizzazioni fuori controllo. I grandi assenti sono il valori, l'unitarietà e la condivisione dei valori. Dio Patria Famiglia è sinonimo di 'fascismo', per carità, Triade da non proferire, Dio è agonizzante, sta su perché ci sono altri dèi a sorreggerlo, la patria è un concetto superato e inesistente, la famiglia poi per carità, spazzata da un arcobaleno incrinata da nefandezze indicibili... Siamo soli nel nostro non riconoscere nulla soli nel seguire il volo del nostro sogno, vittime di scienza e tecnologia che ci hanno dato potere di costruire la vita e dare la morte ma ci hanno rubato anima e senno.

Ma la legge, la prima legge, la più antica, quella è la verità ultima: pulvis et umbra es, pulvis et umbra reverteris.

Con buona pace di un vano incessante blablablablabla.

Articolo di Silvia Alberti


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