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PER SVELARE
I PENSIERI DI MOLTI CUORI


A STUDENTESSE E STUDENTI
Carissim* student*
Un altro annus horribilis sta per concludersi e chi si accinge ad affrontare l'esame di maturità prova le amare conseguenze della drammatica situazione che abbiamo vissuto e che ancora traccia solchi profondi nei nostri cuori. Ci è venuta meno la ricchezza di un sorriso reciproco, la commozione di uno sguardo amico, la confidenza di un abbraccio fraterno.
Siete stati costretti a misurarvi con un'ancestrale paura, disorientati da inaspettato dolore: voglio però ricordarvi che dentro i vostri cuori vivono e fioriscono gemme di preziosi anticorpi, utili in questa partita con l'ignoto. Siete chiamati a favorire la loro fioritura, mostrando esempi di resilienza, energia che ben conoscete, contando i vostri anni per raccogliere e regalare entusiasmo, nelle sua più pura accezione etimologica, cercando il senso di quanto sta accadendo e mostrando disponibilità per l'interpretazione di copioni diversi da quelli abituali. Siete chiamati a riflettere sul fatto che questa potrebbe essere solo una delle tante prove che ci presenterà il mondo in cui viviamo, maliziosamente desideroso di favorirci il confronto con realtà sconosciute alle generazioni precedenti e che, pertanto, richiedono risposte inedite da ricercarsi soprattutto con il senso del servizio. È una situazione difficile, che ci offre tuttavia la possibilità di maturare, intesa come capacità di imparare a mettere a frutto in maniera creativa e fattiva tutti gli strumenti a disposizione.
L'esame di maturità è un'occasione di misurare la vostra consapevolezza e la vostra disponibilità ad accettare le prove della vita con la volontà di superare questo momento di difficoltà senza rinunciare al vostro diritto di imparare. Pur nella tragedia collettiva, avete un bene incommensurabile a disposizione: il tempo per studiare e lo studio come mezzo per crescere. Sfruttiamolo insieme e, magicamente, ci accorgeremo che le paure e il senso di fragilità diminuiranno se riusciamo a dare spazio all'intuizione dell'eternità che abita in ognuno dei nostri cuori.
Abbiamo bisogno di farci attrarre da una luce, apparentemente lontana ma di ineluttabile presenza, che ci può orientare nel nostro percorso verso un'inaspettata accelerazione della consapevolezza della condizione di esseri umani. E quella luce potrebbe essere proprio un esame di maturità brillantemente superato, gratificante e incoraggiante per un corretto riposizionamento delle nostre vite nella realtà.
Rassereniamoci con la magia delle parole di Colette Nys-Mazure, in tutta la loro forza beneaugurante:
Liberare le sorgenti
celebrare i silenzi
e spiegar loro le ali
gridare la vita muta, timida, disarmata,
suscitare i sogni,
camminare sul filo del giorno,
mantenere il cuore sul quadrante solare,
diffondere l'amicizia,
creare con la contrazione dell'essere,
carpire il segreto vitale.
Il direttore
Daniele Gallo
