"PADRE PERDONA LORO PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO"

30.10.2020

DIBATTITI

Il primo pensiero che mi sovviene riguardo questo argomento è rivolto all'innocente, che si trova dietro le sbarre di un carcere senza ne colpa né peccato, senza la libertà di parola perché accusato e condannato ingiustamente.

Molti si considerano "giustizieri", con l'idea del giudicare dall'alto sentendosi fuori dalla corresponsabilità del male. Incontrare, l'altro che a volte ha sbagliato e sente la mancanza di libertà è molto importante.

Incontrarsi, dialogare per ripartire da un cambiamento libero che permette di scrivere un futuro diverso.

Il Card. Martini sosteneva che nessuno sa cosa sia la giustizia, ma tutti sappiamo che cosa sono le ingiustizie perché esse accomunano l'umanità in ogni tempo e luogo.

C'è poi una giustizia del perdono che ci fa sentire liberi nel nostro cuore e nell'anima.

Si può promuovere una cultura della giustizia in cui i giusti, gli innocenti sono coloro che sanno che ladri, prostitute e pubblicani ci precedono in Paradiso! Il carcere fa riflettere e nella solitudine a volte si scopre il perdono, l'affidamento, il bisogno, la preghiera. Questi piccoli semi che affidati alla nostra libertà diventano alberi e la Terra un giardino.

Angela Terenghi


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